Un articolo interessante sui Gruppi Gas del Sole 24 ore

IL TUO PORTAFOGLIO 30 Dicembre 2013Il Sole 24 Ore lunedì
consumi
La spesa si fa in gruppo
Con i Gas le famiglie si uniscono non tanto per risparmiare quanto per acquisti più equi e sostenibili
Manuela Soressi a Risale a vent'anni fa la prima esperienza italiana di filiera corta organizzata: singoli cittadini e famiglie che si sono alleati per fare acquisti collettivi direttamente da produttori selezionati, a prezzi concordati, occupandosi in prima persona della gestione degli ordini e della distribuzione delle merci. Da allora i Gruppi di acquisto solidale (Gas) sono cresciuti per numero, diffusione e merci trattate: oggi un migliaio sono registrati sul sito www.retegas.org, ma si stima che ne esistano almeno il doppio. Difficile fornire un quadro dettagliate: ogni Gas nasce in modo spontaneo, si gestisce in autonomia, decide dove e cosa acquistare, contratta prezzi e condizioni. Se a dividerli sono le modalità operative, ad accomunarli è la filosofia di base: i Gas non si considerano gruppi di risparmio, perché non nascono per dare una risposta diretta al carovita ma per sviluppare un'economia basata su equità, solidarietà e sostenibilità. La domanda di convenienza sta comunque dando nuovo impulso al social buying, ora esteso ad altri settori oltre all'alimentare, accreditandosi come la "versione 2.0" del vecchio detto «l'unione fa la forza». Nel loro approccio al consumo i Gas cercano piccoli produttori locali, rispettosi di lavoratori e ambiente con cui avviano un rapporto diretto, fissando eque condizioni di fornitura e prezzi trasparenti. «I Gas comprano prodotti di alta qualità a prezzi ragionevoli, e fanno risparmiare dal 10 al 20% rispetto a quanto si spenderebbe nei negozi bio» spiega Massimo Acanfora, editor di «Un'economia nuova, dai Gas alla zeta», pubblicato da Altraeconomia. La convenienza è valutata a livello di categorie merceologiche ma non di singoli prodotti, visto che quelli acquistati dai Gas non appartengono a marche note e non si trovano di solito nella grande distribuzione. I prodotti vengono verificati alla fonte: i "gasisti" vanno di persona nelle aziende agricole o nei laboratori artigianali. Comprano solo alimenti di stagione, a basso impatto ambientale e di provenienza locale. «Aderire a un Gas permette di usufruire di questa rete di controlli diretti e dà la certezza di comprare prodotti con un ottimo rapporto qualità/prezzo» prosegue Acanfora. Tanto che, secondo una ricerca curata dall'Osservatorio Cores, la possibilità di consumare cibi più sani rappresenta il primo motivo per cui si aderisce a un Gas, il sostegno ai piccoli produttori il secondo. Un altro vantaggio è che si possono ottenere prodotti tailor made, creati in base alle richieste avanzate dai Gas. Un modello che giova a tutti: i produttori hanno vendite garantite, i consumatori ottengono prodotti di qualità a prezzi ragionevoli e anche l'ambiente trae dei vantaggi. Infine in genere non ci sono limiti minimi di acquisto e talvolta non è necessario andare a ritirare quel che si è comprato, perché alcuni Gas si sono organizzati con furgoncini per la consegna a domicilio. Ma ci sono anche limitazioni. Comprare tramite un Gas non è come andare al supermercato od ordinare la spesa online per farsela portare a casa: si devono rispettare stagionalità e disponibilità dei prodotti. Frutta e verdura sono freschi, il pesce è soggetto alla reperibilità del pescato e sull'abbigliamento non bisogna fare i "difficili". E poi c'è il coinvolgimento personale. Entrare in un Gas significa aderire a un gruppo di persone che condividono un approccio diverso al consumo e che si impegnano a scovare i produttori, raccogliere gli ordini tra gli aderenti, acquistare i prodotti e distribuirli. Quindi servono un minimo di tempo e impegno, di disponibilità a collaborare e aiutarsi, ma anche a condividere esperienze e informazioni con altri Gas.
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